La mozione di Pasquale Di Bari (TSRM): riduzione della tassa di iscrizione a 55€. Domani sarà necessario rivedere il Bilancio previsionale 2020.

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Ai sensi dell’art. 11 del Regolamento ciascun componente dell’Assemblea degli iscritti può richiedere l’aggiunta di un argomento all’ordine del giorno.
In tal senso, domani l’ampia proposta di Pasquale Di Bari potrà essere accolta solo per quanto riguarda la riduzione della Tassa di iscrizione 2020 poiché (ai sensi dell’art. 6) spetta all’Assemblea “stabilire, su proposta del Consiglio direttivo, il contributo annuo che gli iscritti devono versare“.
Non si potrà discutere molto di politica professionale perché dopo l’Assemblea e l’insediamento della Commissione elettorale per le votazioni delle Commissioni d’Albo si dimetteranno: il sottoscritto, il segretario Gerardo Ricciardi e il consigliere Luigi De Luca. Pertanto, tutti gli altri argomenti proposti da Di Bari saranno affrontati dal prossimo Consiglio direttivo multiprofessionale formato da 13 persone.

Ma venendo al Bilancio 2020, per scelta della maggioranza dei componenti del Consiglio direttivo del 22 ottobre 2019 (cliccare qui), la Tassa di iscrizione proposta per il 2020 è di 80€ (85€ nel 2019). Neanche una lira in meno rispetto alle 5€ risparmiate sui soldi che vanno in Federazione, grazie alla mozione presentata dal Coordinamento Ordini dell’Emilia-Romagna (Rossella Trenti) e da Vincenzo Torrisi (Catania).
Con 160 mila euro in cassa, per il 2020 si potrebbe fare di più.

In pratica, la mia visione di Ordine si basa su una semplice proporzione: almeno metà delle entrate deve essere spesa in progettualità a disposizione delle Commissioni d’Albo. L’altra metà deve coprire le spese di gestione. Se le spese superano le progettualità, siamo di fronte ad un indicatore negativo. Ai posteri l’ardua sentenza.

Antonio Alemanno

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