Lettera aperta all’amico Antonio Patrizio: dimettiamoci… ma non sputtaniamo i giovani!

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Caro Antonio Patrizio,
amico di tante battaglie. Ho scelto una lettera aperta per proporti un accordo pubblico piuttosto che questa guerra in cui tu non ti esponi mai!
La mia proposta è dimetterci insieme dal Consiglio direttivo. Già dal giorno dopo le elezioni delle Commissioni d’Albo. Lo spettacolo che stiamo dando non ci onora!

Mi spiego meglio: oggi la giovanissima vicepresidente Amalia Bisceglia ha chiesto a tutti noi del Consiglio direttivo una riunione, fissandola già per venerdì 15 novembre:
Gent.mi,  
ai sensi dell’art.47 del Regolamento Generale pubblicato in Area Trasparenza e sentiti il Tesoriere D’Errico e il Consigliere Patrizio, richiediamo la convocazione di un CD.
Ai sensi dello stesso Regolamento (art.48) il suddetto CD è convocato per il giorno 15 Novembre ore 16:00, presso la sede istituzionale“.

Se è vero che ti ha “sentito”, perché non le hai detto che è il presidente a convocare il Consiglio direttivo? Non potevi non saperlo, visto che sei stato per anni al mio posto.

Ricordi che il 15 febbraio 2011 mi hai ceduto la presidenza del Collegio TSRM Foggia? Fu un gran gesto il tuo…oppure anche quella volta lo è hai fatto perché il 1° marzo dovevo firmare l’esposto in Procura che tu e altri 14 colleghi avevate preparato?

Il 3 settembre di quest’anno ero pronto a dimettermi pur di salvaguardare l’inizio della campagna elettorale delle Commissioni d’Albo ma tu, Amalia e D’Errico non avete accettato le mie dimissioni. Perché? C’era un’altra denuncia da firmare? Forse la denuncia all’ASL Foggia?
Vi aspettavo giovedì scorso e non siete venuti: era l’ultimo giorno utile per rivedere insieme il bilancio poiché va inviato agli iscritti almeno 10 giorni prima dell’assemblea.

Nell’interesse di tutti, ci sono importanti progetti da approvare. Lo farà l’Assemblea del 22 novembre e poi sarebbe necessario sciogliere questo Consiglio direttivo. Alcuni di noi non ne hanno intenzione: io e te dovremmo invece sentirlo come un dovere! Accetti la mia proposta?

La cosa peggiore è scendere sul personale quando non si può attaccare una persona per quello che ha fatto. Non possiamo continuare così, trascinando in questa lotta i giovani, il collegio, l’ordine, i rapporti umani, l’amicizia!

Ti prego di inoltrarmi una richiesta di convocazione del Consiglio direttivo che sia formalmente corretta. E, per sicurezza, ti prego di scriverla tu.

Cordialmente

Antonio Alemanno

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