La storia del Collegio TSRM Foggia in un opuscolo-regalo ai partecipanti ECM 6 dicembre 2019- 50° anniversario.

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Si riporta un estratto dell’opuscolo a colori con foto originali che verrà distribuito gratuitamente ai partecipanti al Convegno ECM in occasione dei 50 anni del Collegio TSRM Foggia (6 dicembre 2019). Quanto segue è tratto dalle delibere dei consigli direttivi. Si ringrazia Luigi De Luca per l’editing e l’impaginazione.

Sommario
-Le origini
-Quando eravamo tutti sulla stessa barca: lo sciopero insieme ai medici radiologi.
-1978-1980. La storia si ripete
-Anni ’80: l’ascesa tra scioperi e inflazione
-Anni ’90. L’inizio della fine
-2000: si va a sbattere verso nuovi orizzonti!
-2001 – 2019. Responsabilità inversamente proporzionali alle retribuzioni
-2010: l’ultimo decennio

 Le origini

La storia del Collegio dei tecnici di radiologia della Provincia di Foggia è patrimonio culturale di tutti i professionisti iscritti. È pertanto un onore raccontarla attraverso i documenti dell’Ente, in occasione del cinquantesimo anniversario della sua costituzione.

Tale anniversario coincide con il suo passaggio a Ordine, ovvero con una profonda trasformazione di quanto intendevamo quando pensavamo al Collegio.

L’anno di nascita è il 1969. L’anno in cui l’Italia dice il primo sì al divorzio, l’anno degli scioperi e delle mobilitazioni nazionali, dello sbarco sulla Luna, dei Beatles e dei Rolling Stones, della prima volta in Serie A del Foggia!

A livello nazionale i pionieri della Professione erano già in movimento grazie all’Associazione nazionale dei tecnici italiani di radiologia (ANTIR), fondata nel 1965. All’ANTIR dobbiamo la prima regolamentazione giuridica dell’esercizio dell’arte ausiliaria sanitaria di tecnico di radiologia medica: la legge 1103/1965.

In quegli anni a Foggia la locale Sezione provinciale ANTIR è presieduta da Benito Ricci, che così scrive il 10 maggio 1969 rivolgendosi alla Segreteria Nazionale: “Si prega volerci illustrare, con una certa sollecitudine, cosa bisogna fare per costituire il Collegio Provinciale dei Tecnici di Radiologia Medica”.

La risposta dell’ANTIR arriva il 29 maggio, con mezzo espresso, dalla sede di Via Mirandola 11 a Roma. A firmarla è il vero e unico “Presidente” di tutti i tempi: Natalino Bordigoni, allora Segretario nazionale ANTIR che così risponde a Ricci:

Prima di tutto è necessario fornire al Medico Provinciale del luogo tre nominativi affinché questi possa decretare la costituzione della Commissione straordinaria.
Successivamente occorre indire, per lettera, l’assemblea generale di tutti i tecnici diplomati della provincia, i quali dovranno eleggere a scrutinio segreto i 5 componenti del Consiglio Direttivo del Collegio, che a loro volta dovranno ripartirsi le cariche sociali.
L’avvenuta costituzione del Collegio va notificata a tutte le Autorità pubbliche della provincia, nonché alla Commissione straordinaria della Federazione Nazionale dei Collegi, sita a Monsummano Terme (Pistoia) – Piazza Martiri”.

Nel primo pomeriggio di giovedì 27 novembre 1969, il Medico provinciale decreta la costituzione della Commissione straordinaria avente l’incarico di amministrare il Collegio provinciale degli esercenti l’arte ausiliaria sanitaria di tecnico di radiologia medica fino a quando non avrà luogo l’elezione del Consiglio Direttivo del Collegio stesso.

La Commissione è così costituita:
-Vincenzo Capobianco – tecnico di radiologia in servizio presso l’INAIL di Foggia;
-Benito Ricci – tecnico di radiologia in servizio presso l’INAIL di Foggia;
-Biase Brunetti – tecnico di radiologia in servizio presso l’Ospedale Sanatoriale G. D’Avanzo di Foggia.
I tre risultano avere un diploma rilasciato dal medico Provinciale di Bari, con provvedimento n. 6657 del 30 gennaio 1967.

Il 20 dicembre 1969, Benito Ricci, diligentemente, invia a tutti i tecnici diplomati l’invito a presentarsi alla prima assemblea provinciale, che si terrà il 28 dicembre alle 9.30 in prima convocazione e alle ore 10 in seconda convocazione, per discutere il seguente ordine del giorno:
“1°) – Elezioni per il Collegio Professionale – giusto legge 4 agosto 1965 N° 1103 art. 4;
2°) – Varie.
Data l’importanza si prega di non mancare.
Fraterni saluti”.

L’incontro si svolge a Foggia, in Cortile Ordona n.30, una traversa di Corso Giannone. Dalla sede in via Isonzo 1, il 15 gennaio 1970 viene data comunicazione, a tutti gli organi competenti, della costituzione del Collegio dei Tecnici di Radiologia Medica per la Provincia di Foggia.

Nel triennio 1970-1972 risultano eletti i signori:
Vincenzo Capobianco – Presidente (sede di lavoro: INAIL Foggia)
Biase Brunetti – Vice presidente (sede di lavoro: D’Avanzo – INPS Foggia)
Francesco Placentino – Segretario (sede di lavoro: ENPAS Foggia)
Benito Ricci – Tesoriere (sede di lavoro: INAIL Foggia)
Giovanni Ferrazzano – Consigliere (sede di lavoro: Ispettorato Sanitario FF.SS. Foggia)
Giovanni Cisternino – Consigliere (sede di lavoro: Casa Sollievo della Sofferenza – San Giovanni Rotondo)
Nicolantonio Tritto – Consigliere (sede di lavoro: Ospedali Riuniti Foggia)

Il Collegio dei Revisori risulta così composto:
Angelo Della Pace – Revisore effettivo (sede di lavoro: INAM Foggia)
Vincenzo La Gatta – Revisore effettivo (sede di lavoro: Ospedali Riuniti Foggia)
Caterina Morandini – Revisore effettivo
Alessandro Giovanniello – Revisore supplente.
Con orgoglio, facciamo notare che una donna faceva parte del Collegio dei Revisori (cosa assai rara, in quei tempi).

Quando eravamo tutti sulla stessa barca: lo sciopero insieme ai medici radiologi.

Lo stesso giorno della proclamazione del primo Collegio, ovvero il 15 gennaio 1970, il Presidente Vincenzo Capobianco invita tutti allo sciopero! La rivendicazione sindacale che aveva animato l’ANTIR è il primo atto del Collegio di Foggia:

Caro Collega,
ti comunico che riprenderà nei giorni 19-20-21-22-23-24 gennaio p.v. lo sciopero nazionale della categoria, indetto legalmente a norma di Statuto ANTIR. Mi permetto di richiamarti a quel senso di responsabilità che in tutti noi deve essere presente, cioè scioperare compatti oggi più che mai perché in concomitanza della nostra azione è in atto uno sciopero generale dei medici radiologi ospedalieri, per imporre le loro sacrosante rivendicazioni.
In questa maniera essendo uniti nella otta con i nostri medici radiologi potremo rivendicare insieme i nostri diritti.
Quindi t’invito a scioperare, scioperare, scioperare, per il nostro avvenire.
Fraterni saluti”.

I toni, l’orgoglio, la sicura compattezza di quegli anni sembrano molto lontani da quanto visto da noi, ultimamente, dopo i Casi Marlia e Barga del 2013-2014. E soprattutto dopo l’inconcludente Consiglio Straordinario del 20 ottobre 2018 in cui i presidenti hanno rimesso il loro mandato nelle mani del presidente nazionale.
Oggi siamo tutti dottori… ma in quegli anni erano tutti “signori”.

Tornando alla cronaca oggettiva, così scrive l’Unità:
Scioperano i Tecnici di Radiologia. Critiche dai sindacati confederati.
In una nota, CGIL-CISL-UIL dichiarano: “Le azioni di sciopero nazionale proclamate negli ospedali da ANTIR sono ulteriore elemento di indebolimento e di ritardo del processo unitario in atto tra i lavoratori ospedalieri oggi più che mai impegnati alla vigilia del rinnovo contrattuale della categoria”.

Un pizzico di nostalgia scatta anche al pensiero di come siano ai ferri corti oggi i rapporti tra Federazione nazionale e SIRM.
In questo clima, si arriva al secondo Consiglio Direttivo. Quello degli anni 1973-1975.

Nel 1973 gli iscritti sono 21:

  • Placentino Francesco
  • Placentino Rosa
  • Vasciaveo Vincenzo
  • Cainazzo Leonardo
  • Bianchini Maria
  • Vergantino Donatangelo
  • Morandino Caterina
  • Di Leo Antonia
  • Alfieri Mario
  • La Gatta Vincenzo
  • Ravviso Silvio
  • Cappucci Mario
  • Cisternino Giovanni
  • De Vito Antonio
  • Ciavarella Arcangela
  • Coco Carolina
  • Giovanniello Alessandro
  • Del Grosso Geremia
  • Ricci Benito
  • Cervino Antonio
  • Brunetti Biase

Con le elezioni dell’11 febbraio 1973, il nuovo Consiglio Direttivo del Collegio, per gli anni 1973-1975, è il seguente:
Francesco Placentino – Presidente
Biase Brunetti – Vice presidente
Silvio Ravviso – Segretario
Benito Ricci – Tesoriere
Antonia Di Leo – Consigliere

Il Collegio dei Revisori risulta così composto:
Vincenzo La Gatta – Revisore effettivo
Giovanni Cisternino – Revisore effettivo
Alessandro Giovanniello –  Revisore supplente.

1978-1980. La storia si ripete.

A leggere il verbale dell’Assemblea del 18 marzo 1978 sembra di essere ai nostri giorni. Il Presidente Franco Placentino, coadiuvato dal Segretario Pasquale Leggieri, scrive quanto sia necessario:
“-Risolvere l’attuale abusivismo che avviene in alcuni enti;
-Rendere più operante il consiglio direttivo;
-Organizzare per il tardo autunno-inverno un corso di aggiornamento o delle giornate sulle ultime metodiche e tecniche nel campo della Radiologia, scegliendo i lavori più interessanti che saranno presentati al prossimo Congresso nazionale che si terrà a Como”.

Non sorprende come l’aggiornamento su metodiche e tecniche ci abbia sempre accompagnato negli anni. A differenza di altre professioni, la nostra segue a ruota il progresso tecnologico. Da lì a poco arriveranno metodiche come TAC e RM. Il TSRM si apprestava a vivere gli anni più belli!

Una parenesi merita l’abusivismo. Oggi è uno dei maggiori problemi del Maxi-ordine, in quegli anni lo era anche per i TSRM poiché non tutte le persone che usavano le apparecchiature radiologiche si erano nel frattempo riqualificate.

Ad aprile del 1979, Franco Placentino dichiara in Assemblea: “Ho constatato con molto rammarico la poca partecipazione dei tecnici all’Assemblea provinciale ed ho invitato i presenti a sollecitare i colleghi ad essere più vicini al Collegio, anche per portare la loro esperienza ed i loro problemi al Consiglio direttivo”.

In pratica, la partecipazione è sempre stata ridotta. A livello nazionale oggi è pari al 10%. Ma con l’Ordine abbiamo scoperto che le altre professioni non godono di maggior seguito.

Ma in quell’assemblea del 28 aprile 1979 si delibera anche l’aumento della quota associativa (oggi chiamata più opportunamente tassa di iscrizione): 20.000 lire per iscritto.

Inoltre, vengono commissionati 200 pezzi del nuovo distintivo “come da preventivo dello Stabilimento Stefano Johnson”, la più antica fabbrica di medaglie italiana. Sin dal 1836, tale azienda vanta tra i suoi numerosi clienti imprese, istituzioni pubbliche, private e religiose, e in particolare una collaborazione di lunghissima data con la Presidenza della Repubblica e la Segreteria di Stato della Città del Vaticano e il Magazzino Privato del Santo Padre.

Oggi i grafici che hanno dato vita al nostro nuovo pittogramma e logo si chiamano Ddum! È il segno dei tempi!

A maggio 1980, il Consiglio direttivo pro-tempore è alle prese con la Riforma sanitaria e l’istituzione del Consiglio Regionale. Per l’occasione, sono stati nominati due componenti del Consiglio direttivo: Roberto Didonna (all’epoca vicepresidente) e Vito Rosato (consigliere).

Anche adesso i TSRM hanno un loro rappresentante nel Consiglio sanitario regionale, ma non si è mai riunito! È il segno dei tempi!

Anni ’80: l’ascesa tra scioperi e inflazione.

Il presidente Francesco Placentino dichiara nell’assemblea del 1° dicembre 1984: “Rispetto alla Legge n.25, gli impegni dei Ministri, presi durante il Congresso nazionale di Bologna e di Montecatini, non sono stati mantenuti. Per cui la categoria proclama lo sciopero per l’aumento dell’indennità di rischio da radiazioni”!

Non essendoci ancora la legge che regolamenta il diritto di sciopero (n.146/90), il dibattito verte sulle modalità:
Cascavilla chiede “una regolamentazione con l’individuazione di tre punti posti nelle modalità e proponendo nei vari presidi non più di un collega per turno”.
Lamanuzzi contesta la libera partecipazione allo sciopera e pretende “una effettiva e concreta partecipazione obbligatoria”.
Chiude la partita il presidente Placentino: “Così come ha fatto il collega Cascavilla a Manfredonia, che ha avuto consensi unanimi nella presente assemblea, si propone che anche i restanti colleghi dipendenti ospedalieri chiedano alle rispettive amministrazioni l’autorizzazione alle 24 ore di reperibilità”.

Lo sciopero riesce in tutta Italia e il 4 maggio 1985 Placentino conferma che “il decreto-legge è in Parlamento. È stato proposto da alcuni parlamentari sensibili alla questione in causa”.
La vertenza in corso ha avuto un costo sul bilancio della Federazione nazionale. Pertanto, dal 1986, la quota procapite spettante passa da 10.500 lire a 15.000 lire. Di conseguenza, la cifra per il Collegio diventa di 25.000 lire l’anno.

L’ultimo argomento dell’Assemblea del 4 maggio 1985 è stato un tema caldo, così descritto: “Il segretario di questo Collegio, sig. Pasquale Leggieri, propone di discutere su quella che potrebbe essere una sede autonoma del Collegio con relativa spesa d’acquisto dell’immobile, sia con forma di autotassazione che in quella di prestito da parte di istituti di Credito.
La discussione molto ravvivata sulle ipotesi scema fino a quando il presidente, su richiesta dell’Assemblea, ritiene opportuno chiudere l’argomento”. La questione tornerà ancora alla ribalta negli anni successivi.

Ritornando sul discorso della tassa di iscrizione, nell’assemblea del 27 giugno 1987 tenutasi presso l’Hotel Cicolella, sono presenti in 44 TSRM su poco meno di 200 iscritti. All’unanimità viene deciso che dal 1988 la quota associativa diventi di 50.000 lire.
Come mai i TSRM permettono a Collegi e Federazione di quadruplicare la tassa di iscrizione in soli tre anni? Una risposta è da ricercarsi nel tasso di inflazione di quegli anni, quasi del 12% l’anno! Ma la vera ragione è forse un’altra: l’evoluzione tecnologica da un lato, il rinnovo del Contratto collettivo nazionale (CCNL) dall’altro, e soprattutto le lotte corporative a suon di scioperi, avevano portato nel 1988 alla Legge n.460 che così recita:
“Al personale medico e tecnico di radiologia di cui al comma 1 dell’articolo 58 del decreto del Presidente della Repubblica 20 maggio 1987,  n.  270, l’indennità mensile lorda di L. 30.000, corrisposta ai sensi della legge 28 marzo 1968, n. 416, è  aumentata a L. 200.000 a decorrere dal 1 gennaio 1988”.

Se dunque l’anno prima occorrevano due mesi di indennità per pareggiare la tassa di iscrizione al Collegio, dal 1988 bastavano dieci giorni!
A livello nazionale il merito dei tanti successi della professione è da riconoscere ovviamente a Natalino Bordigoni, sardo di origine ma romano di adozione, riconfermato presidente nazionale per l’ennesima volta a marzo 1988. Forse in suo onore, il Congresso nazionale del 1989 si svolgerà a Cagliari.
In quell’occasione, il Collegio di Foggia partecipa con ben cinque lavori. A livello nazionale, ancora oggi “Franco” Placentino è ricordato per la grande partecipazione ai corsi di aggiornamento da lui organizzati a Casa Sollievo della Sofferenza. Riconoscimento che anche la Federazione gli conferisce proprio nel 1989, quando il simbolo dei corsi del Collegio di Foggia è usato per il VII Congresso Nazionale di Tecnologie avanzate.

Gli anni ‘80 si chiudono così, a suon di aumenti economici e di nuovi tentativi di acquisto della sede. Nell’assemblea del 3 giugno 1989, sempre presso l’Hotel Cicolella:
Si prende atto di una comunicazione scritta distribuita dal collega Scuccimarra Micheleantonio ribadendo al presidente il problema della nuova sede.
Prende la parola la Sig.ra Pacifico Carmela chiedendo delucidazioni in merito al problema ed eventuali nuove proposte.
Una proposta viene dal Sig. Pasquale Leggieri che chiede l’impegno reale del nuovo direttivo che verrà eletto affinché venga reperita una nuova sede elevando automaticamente la quota ad intera copertura di tutte le spese.
Il Sig. Luigi De Feo propone di partire fin da oggi con una cifra maggiorata per poter affrontare il problema sede in qualsiasi momento”.
In conclusione, l’Assemblea decide per una quota annua di 120.000 lire! La sede non fu mai acquistata.

Il Consiglio direttivo che traghetta il Collegio negli anni ’90 è il seguente:

  • Placentino Francesco (presidente)
  • De Feo Luigi (vicepresidente)
  • Scuccimarra Micheleantonio (segretario)
  • Leggieri Pasquale (tesoriere)
  • Iarossi Teodosio (consigliere)
  • Capone Mario (consigliere)
  • Zoccano Nicola (consigliere).

Revisori dei Conti:

  • Tenace Lazzaro (presidente)
  • Miscio Giovanni (membro effettivo)
  • Delli Carri Felice (membro effettivo)
  • Massimo Aldo (supplente).

Tuttavia nel 1991 finisce l’era del presidente Francesco Placentino che, per meriti e longevità di carica (18 anni), rappresenta per tutti noi il primo presidente del nostro collegio.

Anni ’90. L’inizio della fine.

Il Collegio ha la nuova sede in affitto (ma informatizzata) in Via della Pietà 45, una stradina del centro storico. Dal computer, il nuovo presidente Luigi De Feo il 28 febbraio 1991 scrive ai TSRM foggiani una delle pagine più belle di tutti i tempi:
Caro Collega,
ho assunto da poco un impegno gravoso che è diretto a chi, come te, credo, sostiene l’inutilità del Collegio pensando che sia solo un peso economico e burocratico.
Forse non ti rendi conto che il Collegio, questo Collegio, così blaterato è invece il passaporto della nostra professione.
È troppo facile delegare alcune persone a lavorare nell’interesse di tutti, con la possibilità, quando se ne ha l’intenzione, di verificarne il lavoro svolto con cenni di assenso o di rifiuto.
Mi chiedo se hai l’orgogliosa presunzione di considerarti un professionista, di essere provvisto di capacità di sprone e di suggerimento, di riconoscere agli altri il diritto di errare.
Se è così, allora, è arrivato il momento di lasciare il ricorso alle deleghe date ogni 3 anni. È tempo di uscire da quello stereotipo mentale che chi lavora per gli altri è anche colui che decide sempre e comunque per tutti.
Chi ha ricevuto un mandato come me, ha il diritto di avere continuamente la possibilità di confrontarsi con i Colleghi sulle decisioni e sulle strade da intraprendere o da abbandonare.
Ma se la tua voce si sente solo una volta l’anno, se nessuno, anche chi ne è capace, è presente al momento necessario per dare consigli, allora diventa obbligatoria la scelta della delega in bianco a 7 colleghi per tre anni.
Non tutti possono dare ai Colleghi un po’ del proprio tempo, ma non si può essere così avari da negare le proprie idee ed il proprio pensiero.
FAREMO ALTRI SFORZI PER AVERTI VICINO, MA TUTTO QUELLO CHE POTREMO FARE SARÀ INUTILE SE LA TUA RISPOSTA SARÀ IL SILENZIO.
Questo silenzio, questo oblio della categoria potrebbe farmi credere che tutto vada per il meglio, che ciò che si sta facendo sia il massimo ottenibile, che le nostre idee (quelle del direttivo) sono quelle di tutti.
Poiché sappiamo che non è così, allora ti invito a contattare e frequentare il collegio perché abbiamo bisogno di sapere tutto su ciascuno di voi: dove e come lavorate, quanto lavorate e con chi, cosa funziona o non funziona nei vostri ambienti di lavoro.
IN ALTRE PAROLE VOGLIAMO SAPERE COSA SIETE E COSA VORRESTE ESSERE, MA ANCHE COSA SIETE DISPOSTI A FARE PER DIVENTARE CIÒ CHE VORRESTE ESSERE.
Fate sì che questa mia missiva non diventi una sterile comunicazione epistolare.
Conto sul vostro contributo. Grazie”.

 Nell’Assemblea del 23 marzo 1991, De Feo indica una direzione: la trasformazione dell’attuale centro burocratico (il Collegio) in centro culturale. Proprio perché “la nostra professionalità passa attraverso la formazione e i corsi di aggiornamento che non dovranno essere solo Cagliari o Assisi ma anche e principalmente tra noi”.

E poi:
– la costituzione di un Coordinamento Provinciale con dei TSRM referenti per ogni presidio per l’analisi delle problematiche connesse all’attività lavorativa;
– la costituzione di un Comitato di Formazione e una rivista locale.
Sono presenti 32 iscritti su 143.

In quell’Assemblea però compare per la prima volta la parola università: “Il presidente relaziona sul Consiglio nazionale del 1-3 marzo 1991 in cui si è discusso essenzialmente dell’ordinamento delle scuole alla luce della nuova legge ove per i TSRM è previsto il Diploma universitario o laurea breve”.

Il riferimento è alla Legge 341/90, spiegata in quell’occasione dal consigliere Teddy Iarossi. In realtà ci vorranno ancora molti anni prima di approdare a quanto stabilito da tale norma poiché la possibilità di attivare un corso di laurea venne decretata come obbligo solo con il D.Lgs. n. 502 del 30 dicembre 1992, n. 502 a decorrere dal 1° gennaio 1996 e tramite convenzioni da stipulare con le università. I primi diplomi universitari compariranno in Italia solo dal 1999 in poi.

Altro fatto storico del 1992 è l’ennesimo trasferimento della sede in Via Zuppetta 64, la più longeva delle sedi poiché lì il Collegio vi rimane fino al 2015.

Nuova sede ma vecchi problemi. De Feo combatte contro il segno dei tempi: l’indifferenza. E così il 15 settembre 2019 convoca a Foggia un’assemblea per i soli TSRM del Dipartimento di Diagnostica per Immagini dell’Ospedale “Casa sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo, diretto dal Prof. Cammisa.

Si tratta di scegliere tra due proposte della Direzione circa l’archiviazione degli esami radiologici. Purtroppo però la riunione vede la presenza di soli 3 TSRM su 41. Così conclude De Feo:
Considerata l’esigua presenza dei convenuti e dato che questa doveva risultare l’ultima e definitiva riunione dopo ben dieci incontri preliminari, si dichiara nulla l’assemblea. Le decisioni da intraprendere sono demandate a determinazioni del Consiglio direttivo che è convocato a sua volta seduta stante”.

A dicembre 1992 si torna a votare. Il presidente De Feo insiste ancora sulla mancata partecipazione:
“Gentile Collega,
voglio, alla luce delle statistiche, oramai tanto in voga, farti conoscere la presenza responsabile nella scorsa Assemblea Provinciale. Su 182 iscritti, sono stati presenti in 36”.

Detto questo, De Feo allega all’invito per le votazioni, il primo “Programma elettorale” dal titolo: GUARDARE INDIETRO PER ANDARE AVANTI.
Particolare è il rimando a Bordigoni, oramai non più presidente nazionale:
Partiamo innanzitutto da un presupposto, da un’equazione errata: persa la guida = perso tutto.
Una volta che si perde la guida, rimangono gli ideali, che sono le nostre armi e, attraverso queste e con queste, si troverà un’altra guida, anzi un gruppo-guida.”
Ma poi il Programma passa dal nazionale al locale:
Amici, bisogna finirla col pensare che il Collegio non serve ad un … bel niente. Bisogna smettere di pensare che il Collegio è un qualcosa di imposto dalla legge, una zavorra di cui è difficile liberarsi. Quasi un mobile fisso e pesante da spostare, con cassetti chiusi a chiave, impenetrabili, appartenenti ad altri.
Colleghi, bisogna reagire!
Ma non all’impazzata: oggi siamo chiamati a votare e, spero, in modo sereno per scegliere dei candidati tra cui dei giovani, che attualmente non hanno esperienza, ma ciò non fa paura a nessuno perché essi, dedicandosi, saranno più bravi dei loro predecessori”.

Vengono a votare in 60 su 180. Nonostante il più alto numero di voti, De Feo concorre per i Revisori dei Conti e non più per il Direttivo. Presidente del Collegio è Michele Scuccimarra.

Il 3 ottobre 1993, i temi all’ordine del giorno dell’Assemblea sono due macigni: la Finanziaria 1994 e la Riforma pensionistica. Si era nel bel mezzo delle inchieste giudiziarie Mani pulite, il Governo in carica era quello di Ciampi preceduto però dal Governo Amato. Governo famoso per aver abolito l’anno prima le “pensioni baby” che permettevano agli statali di andare in pensione dopo 20 anni e dopo 25 anni per tutti i dipendenti privati.

Tornando ai TSRM, la professione era attaccata da due provvedimenti:

  • Ben due proposte governative volevano sopprimere l’indennità di rischio radiologico e il congedo suppletivo di 15 giorni.
  • La Legge 421/92 ci aveva escluso dalle attività usuranti.

Un vero e proprio “disegno politico per annullarci come categoria professionale”!

Nel frattempo in Federazione nazionale dopo due anni di gestione della presidenza di Gian Franco Moretti, veniva richiamato e rieletto il presidente Nazionale Natalino Bordigoni. Si ricomincia a suon di rivendicazioni political-sindacali!

L’11 novembre 1993, il deputato Ernesto Abaterusso del Partito Democratico di Sinistra, depone un’interrogazione ai Ministri della sanità e del lavoro e previdenza sociale per tentare di rientrare tra le categorie usuranti:
Premesso che: dal 20 settembre 1993 è in atto una mobilitazione generale a tempo indeterminato da parte della categoria dei tecnici di radiologia medica che comprende oltre 17 mila lavoratori operanti nei servizi centralizzati di Radio-diagnostica, Radio-terapia oncologica, medicina nucleare, fisica sanitaria e nelle strutture radiologiche decentrate dei pronto soccorso, corsie di degenza, reparti ortopedici, emodinamica, sale operatorie, chirurgia di urgenza, terapia intensiva e rianimazione del territorio nazionale con la motivazione che a nulla sono valse le reiterate richieste rivolte ufficialmente dall’aprile scorso al Governo per ottenere risposte coerenti in ordine a:
1) mancata approvazione della legge di riforma delle categorie sanitarie intermedie che contempli pari dignità per tutti gli operatori sanitari interessati (DL 287 e abbinati);
2) mancata individuazione dei tecnici sanitari di radiologia medica fra le categorie che svolgono attività particolarmente usuranti, così come disposto dal DL n. 421/92;
3) abrogazione dell’indennità di rischio da radiazioni ionizzanti senza aver rispettato l’impegno che lo stesso Governo nel 1988 aveva assunto nei confronti del Parlamento di trasformare tale indennità in indennità professionali a favore della categoria, cui è stato riconosciuto fin dal 1968 (legge 416/68) il reale rischio connesso all’usura determinata da fattori biologici, chimici, fisici, psicologici;
4) mancato provvedimento legislativo in favore di oltre 1.500 TSRM che nell’ultimo quinquennio sono stati allontanati, così come disposto dal decreto del Presidente della Repubblica 185/64, permanentemente o temporaneamente e sotto costante osservazione del medico autorizzato, dalle fonti di radiazioni ionizzanti o altre energie, perché hanno contratto malattie professionali o altre patologie comunque connesse ai fattori biologici, chimici, fisici e infezioni crociate, esistenti nell’ambiente radiologico.
Quali provvedimenti abbia allo studio il Governo per andare incontro a tali richieste e per risolvere una situazione che, tra l’altro, sta creando gravi disagi all’utenza”.

Sappiamo tutti come è poi finita.
Un dato però sorprende e, se verificato, è stato successivamente sottovalutato: 1.500 TSRM allontanati nell’ultimo quinquennio sono davvero tanti!
Ciò nonostante, pur non rientrando nelle professioni usuranti, l’indennità di rischio radiologico e il congedo aggiuntivo sono salvi.

Il presidente Micheleantonio Scuccimarra ne dà notizia il 13 novembre 1993 in un’Assemblea straordinaria: “Come già tutti sanno, il Governo è seriamente interessato all’abrogazione dell’indennità di rischio e suppletivo congedo straordinario.
Nell’Assemblea nazionale del 4 novembre scorso sono intervenuti politici e sindacati. Tutto il mondo sindacale si è schierato a favore delle nostre giuste motivazioni, alla non soppressione ma alla trasformazione in indennità specifica”.
E in effetti, legge con la Legge 24 dicembre 1993, n. 537 (Legge finanziaria per il 2004) l’indennità economica di rischio radiologico è stata soppressa e ricondotta, a  far  data  dal  1°  gennaio  1995,  nell’ambito  delle indennità professionali.

Il 1993 si conclude comunque con una buona notizia: l’Assessore regionale alla Sanità è favorevole a tutte le richieste avanzate dalla categoria per una revisione urgente di tutte le “piante organiche” degli ospedali pugliesi, dichiarandosi collaborativo e disponibile a supportare la formazione tramite nuove scuole per TSRM.

L’Assemblea del 17 aprile 1994 è ricca di contenuti. Il 1994 è l’anno del DM n. 746 sul nostro Profilo professionale, del nuovo contratti di lavoro, della Legge 626 sulla sicurezza sui luoghi di lavoro. A livello nazionale è tornato Bordigoni che tuona con queste parole: “È necessario tagliare i rami secchi”. Ovvero: “”Tagliare i rami secchi significa mettere alle beghe interne a livello Collegiale o Regionale, perché parecchi Collegi e varie Regioni funzionano male; significa rinunciare al concetto che va da Nord a Sud caratterizzando il nostro gruppo, il concetto della delega”.

Ma gli attriti tra colleghi continuano anche su un altro punto: le Scuole TSRM. Nell’Assemblea del 3 giugno 1995, i colleghi Massimo Sansone, Michele Di Bari e Michele Guerra “auspicano la chiusura di esse, per via del numero crescente di tecnici disoccupati”. E avevano ragione! In seguito, fu addirittura costituito un Comitato dei Disoccupati!

L’Assemblea elettorale del 25 maggio 1996 è presieduta dal presidente uscente Teodosio “Teddy” Iarossi.
La discussione è una delle più animate: “si candidano al nuovo Direttivo Micheleantonio Scuccimarra, Antonio Patrizio, Salvatore Riontino, Giovanni Miscio, Antonio Pennisi, Limosani e Sansone”.

Votano in 39. Vengono eletti:
-Scuccimarra Micheleantonio (presidente)
-Patrizio Antonio (vicepresidente)
-Pennisi Antonio (segretario)
-Riontino Salvatore (tesoriere)
-Miscio Giovanni (consigliere)
-Limosani Francesco (consigliere)
-Sansone M. (consigliere).
Per i Revisori dei conti:
-Francesco Placentino (presidente)
-Anna Mazza (effettivo)
-Francesco Limosani (effettivo).

Oltre alla disoccupazione, nell’Assemblea del 30 novembre 1996 occorre lottare contro i colleghi che fanno la doppia attività. Il presidente Scuccimarra ricorda che in Italia risultano in cerca di prima occupazione ben 3.500 colleghi su un totale di 21.000 TSRM!

A tal proposito, a rappresentare la bella iniziativa del Comitato dei Disoccupati è Giuseppe Cisternino (figlio d’arte) che spiega: “Con il termine Comitato dei disoccupati vogliamo definire un gruppo di colleghi che si occuperanno di problematiche quali un completo censimento dei TSRM in attesa di prima occupazione, informazione su corsi di aggiornamento, avvisi e concorsi pubblici”.

Il vicepresidente Antonio Patrizio relaziona poi sul Consiglio nazionale tenutosi a Ferrara. Per quanto riguarda l’attivazione dei Diplomi universitari e Scuole TSRM, solo in 6 sedi sono stati attivati corsi con le nuove normative. Con la Finanziaria 1997 sembra essere nuovamente a rischio l’indennità radiologica e i 15 giorni di congedo.
Inoltre, “per quanto riguarda l’attività usurante, il Mistero competente ribadisce che non ci è stata riconosciuta. Per cui, l’età di pensionamento resta invariata ad un minimo di 35 anni di servizio”. Oggi…oro!

La Professione continua a perdere pezzi. Con il D.Lgs. 230/95, il TSRM non può svolgere più l’esperto qualificato di I grado. Ma fino al 1997, tante interpretazioni normative contenute nel decreto non sono ancora chiare.
Si arriva così al 22 maggio 1999, con il presidente Scuccimarra che comunica all’Assemblea le dimissioni, stavolta definitive, del presidente nazionale Natalino Bordigoni.
Gli succede Giuseppe Giordano, famoso per aver proposto la sostituzione del triste acronimo “TSRM” con il lungimirante “Tecnologo”.

Questo strano decennio volge al termine. Potenti segnali di crisi economica, sociale e culturale segnano l’orizzonte. Largo ai giovani!
A Scuccimarra succede Antonio Patrizio, nessuno più di lui ha mantenuto la carica di presidente del Collegio di Foggia.
A lui si devono le più grandi innovazioni nel servizio agli iscritti e una visione della Professione molto pionieristica.

Il 24 maggio 1999 vengono eletti:
-Antonio Patrizio (presidente)
-Angelo Bottalico (vicepresidente)
-Francesco Limosani (tesoriere)
-Giovanni Miscio
-Antonio Pennisi
-Donato Pio Bocci
-Filomena Lecce

Nell’Assemblea del 18 dicembre 1999, tenutasi nella Parrocchia Sant’Onofrio a San Giovanni Rotondo, Patrizio informa i presenti del recente Consiglio nazionale tenutosi a settembre a Giardini-Naxos (Messina):
Riguardo alla proposta di riforma di Ordini e Collegi, l’Antitrust, il Governo e le OO.SS. hanno proposto di abolirli. Il totale dissenso è stato manifestato dalla Federazione nazionale TSRM allo scopo di difendere gli interessi di categoria”.
Altri argomenti molto discussi a livello nazionale riguardano ancora le attività usuranti, la Dirigenza concessa agli infermieri e il nuovo CCNL.
Prima dello scambio di auguri di fine Millennio, c’è il tempo di omaggiare il past-president Francesco Placentino andato in pensione pochi mesi prima.

2000: si va a sbattere verso nuovi orizzonti!

A sorpresa, l’Assemblea del 20 maggio 2000 si apre con una redistribuzione delle cariche: presidente è Giovanni Miscio. Antonio Patrizio spiega così la situazione:
Si è reso necessario rendere i componenti del Direttivo più partecipi e responsabili, dando loro la possibilità di occuparsi di più incarichi in modo da adempiere con efficienza ai compiti richiesti”.
Il presidente Giovanni Miscio passa poi ad illustrare il programma futuro della Federazione: impegno per una revisione del Codice deontologico, accreditamento di Corsi di aggiornamento e Congressi, creazione di dipartimenti.
In riferimento a quest’ultimo punto, si dà notizia che “il sig. Michele Placentino ha ottenuto la nomina di Rappresentante regionale del Dipartimento delle Politiche del Lavoro eletto dal Coordinamento Regionale. Tutto ciò a testimonianza che il Collegio di Foggia ha sempre mantenuto buoni rapporti con i vari collegi della regione, fungendo anche da collante per la sua imparzialità”.
Michele Placentino spiega poi all’Assemblea le novità introdotte dalla Legge n.42 approvata poco meno di due mesi prima. La sua analisi critica è ricca di spunti normativi e si articola toccando argomenti quali il Codice deontologico, il profilo professionale al DM 746/1994 e “alla legge n.25 del 1983, la quale, a sua volta, non è che un ampliamento della Legge 680 del 1968”.
L’unica nota stonata di questa bella assemblea, tenutasi alle 17.30 nell’Aula Turtur degli Ospedali Riuniti di Foggia, è il bassissimo numero di partecipanti: soltanto 18.
Forse per questo, il 16 dicembre 2000, l’Assemblea si tiene a San Giovanni Rotondo presso le Suore Immacolatine in Corso Roma. I partecipanti sono quasi il doppio dell’ultima adunanza.Alla convocazione sono allegate due relazioni molto dettagliate.
Una a firma del Presidente Giovanni Miscio sulle attività nazionali e locali, l’altra preparata dal Responsabile Dipartimento Politiche del lavoro, Michele Placentino.
Roba d’altri tempi!

In effetti, se le convocazioni di De Feo colpivano al cuore esortando alla partecipazione e ai valori morali, il contesto dell’anno 2000 si caratterizza per la sua complessità e trasformazione normativa.
Il presidente Miscio relaziona su due macigni normativi: la Legge n.251/00 che istituisce la dirigenza (sulla carta) per tutte le professioni sanitarie e –soprattutto- sul famigerato D.Lgs. n.187 approvato sei mesi prima.
Miscio conferma in un suo passaggio che le criticità del decreto 187, da cui sono nati i casi giudiziari Marlia e Barga, era già nota:
Mentre si conviene sulle esigenze di giustificazione di tutte le esposizioni mediche individuali, si afferma di contro che la preliminarià delle stesse è un’utopia. È irraggiungibile. E che quindi sarà una norma non rispettata”.

Poi Miscio diventa profetico: “Elevatissimo è il pericolo gravante sulle responsabilità e sui contenuti giuridici, in caso di contenzioso mosso da qualsiasi ricorrente: il TSRM sarà direttamente responsabile se non ha ottenuto, al momento, un preliminare consenso all’atto radiologico e l’evidenza potrà essere posta dal magistrato inquirente in quanto l’inadempiente risulterebbe l’operatore coinvolto”.
Vent’anni dopo, queste parole fanno ancora più male. Ancora oggi ci sono colleghi imputati per aver fatto il loro lavoro, ancora oggi siamo tutti a rischio!
Nel frattempo la disoccupazione sembra andare meglio, sospinta dall’incremento di grandi macchine diagnostiche e dal lento incremento delle sedi formative rinnovate dalla riforma.

Sempre Miscio:
Si è autorizzato, a firma del Sottosegretario di stato prof. Luciano Guerzoni, un fabbisogno di 574 TSRM. Liguria, Calabria, Basilicata e Puglia sono ancora prive di qualsiasi sede formativa. Di positivo in ciò c’è il crollo della disoccupazione tra i TSRM, i quali sono diventati materia ricercata sia nel settore pubblico sia in quello privato”.

A proposito delle sedi universitarie, “Il Prof. Ettorre, titolare della Cattedra di Radiologia dell’Università di Foggia si è dichiarato estremamente disponibile ad un discorso del genere, e si è già instaurato un proficuo scambio di idee e progetti per una futura collaborazione tra l’Università e il nostro Collegio”.
Purtroppo però, da lì a poco il Prof. Ettorre si trasferì in altra sede e per avere il corso di laurea occorrerà aspettare ancora otto anni.

Michele Placentino nella sua relazione espone il Dipartimento delle Politiche per il Lavoro (DLP) confermando un tentativo di ritorno al carattere rivendicativo degli anni ’80. L’organizzazione dei DLP è capillare e coinvolge Comitato centrale, Coordinamenti regionali e Collegi. Da lì a pochi mesi, la caduta dell’ennesimo Governo rende vana la richiesta che il Presidente nazionale Giuseppe Giordano inviava il 28 febbraio 2001 al Ministero della sanità presieduto dal prof. Umberto Veronesi sulla questione del D.Lgs. 187/2000:
Si ritiene che le SS.LL., così come richiesto dal Consiglio Nazionale di questa federazione, debbano al più presto adoperarsi per l’emanazione di una circolare esplicativa che con puntualità evidenzi il ruolo del TSRM”.
Giordano non avrà nessuna risposta fattiva. Il 9 marzo 2001, cade il secondo governo Amato. Amen!

2001 – 2019. Responsabilità inversamente proporzionali alle retribuzioni.

Diciamolo…il XXI secolo non era iniziato bene: il D.Lgs. 187/2000 contestato in maniera profetica dal Presidente del Collegio Giovanni Miscio è rimasto tale e quale. Forse però, per dimenticare questa legnata, la Professione si lancia verso una nuova terra promessa: il Sistema ECM!

Dal 2002 ogni operatore sanitario provvederà alla sua formazione in ambito ECM in completa autonomia cercando di rispettare e prediligere quegli obiettivi di interesse nazionale e regionale che sono stati prefissati dall’apposita Commissione nazionale per la formazione che ha individuato, ai sensi dell’art.16-ter, comma 2, del decreto legislativo 19 giugno 1999, n.229 e successive modificazioni, i temi prioritari di ECM come obiettivi formativi d’interesse nazionale.

La partecipazione al programma ECM è un dovere previsto anche dal Codoce deontologico, ed un obbligo confermato dalla sentenza del TAR n. 14062/2004 del 18 novembre 2004 (Decreto Monti 2012).

Nell’assemblea del 15 dicembre 2001, tenutasi sempre a San Giovanni Rotondo, il presidente Giovanni Miscio relaziona sul Consiglio nazionale tenutosi a settembre a S.Vincent (Aosta).

In quella occasione, relatori sull’argomento ECM sono stati Massimiliano Sabatino e Alessandro Beux. La loro proposta è quella di costituire un’associazione nazionale no-profit in seno alla Federazione e alla quale “tutti i Collegi devono fare riferimento quale refere unico per l’organizzazione di eventi formativi”.

In Assemblea, Michele Di Bari osserva: “che il Collegio debba farsi promotore di una attività capace di portare l’aggiornamento ad un livello di provincia, onde evitare disagi per lo spostamento e l’allontanamento talvolta aventi sede molti distanti dalla nostra zona”.

L’invito di Di Bari ha poi nel tempo trovato riscontro nella grande opera di organizzazione di eventi ECM condotta da Antonio Patrizio, che negli anni a seguire ha fatto di Foggia, San Giovanni Rotondo e Serracapriola una rete di formazione che ha richiamato colleghi da tutta Italia.

Famoso è l’aneddoto in cui una sera di fine novembre 2009, nel centro storico di Serracapriola si aggirava un folto gruppo di friulani. Al ristoratore che, sorpreso, offriva loro la “pampanella”, dissero che erano lì per un evento formativo…addirittura presieduto dal presidente nazionale Alessandro Beux. Ed era vero!

Nella prima assemblea di maggio 2002, svoltasi a Foggia, si rinnovano le cariche. L’affluenza è al minimo storico: 18 votanti.

Con qualche variazione, si riconferma la squadra precedente. A presiederla è sempre Miscio.
Forse per l’avvento massivo della posta elettronica, la partecipazione degli iscritti alle assemblee si assesta sul minimo storico. Nonostante numerose novità, nell’adunanza del 3 maggio 2003, a San Giovanni Rotondo, “i pochi convenuti, sono dieci in tutto”!

A livello nazionale nel frattempo è nato l’Osservatorio nazionale delle Professioni sanitarie. A rappresentare i TSRM c’è il presidente nazionale Giordano. Tuttavia, l’ente è famoso per aver avuto per anni un segretario molto particolare: Angelo Mastrillo, nativo di Rignano Garganico e che tanto ha fatto per le professioni sanitarie della Capitanata e d’Italia. Inoltre, a livello nazionale, Mastrillo ha contribuito fortemente a razionalizzare la programmazione della formazione ed è stato uno degli artefici della Riforma dei Collegi in Ordini.

Sempre a livello nazionale, il 9 marzo 2003, Giuseppe Brancato prende il posto di Giordano alla presidenza della Federazione. Degno di nota è il progetto che in quei mesi prende vita: “Il modello per la determinazione dei carichi di lavoro e della produttività”, portato a termine dalla federazione e da SAGO. Modello tanto elaborato quanto spesso di difficile applicazione, tutt’ora valido.

Il 20 dicembre 2003, i ventuno presenti all’Assemblea discutono animatamente. Prende la parola il collega Viscio Fabrizio che tuona: “L’ECM e l’organizzazione su di essa ruotante costituisce un motivo di speculazione da parte di alcuni soggetti”. Tale affermazione è condivisa anche da Giuseppe Cisternino.

Il presidente Miscio rassicura i presenti dicendo che in futuro saranno le aziende a farsi carco dell’aggiornamento. E Celestino Marchesani, in qualità di organizzatore di eventi formativi, spiega che nella Provincia si sono organizzati corsi ECM con il minor costo possibile.

Nel maggio 2004 l’Assemblea ha pochissimi partecipanti. Per qui, la successiva assemblea di dicembre si svolge a San Giovanni Rotondo a seguito di un evento ECM. Grazie a questo espediente vi partecipano oltre 50 TSRM.
Il dibattito del 2004 è incentrato soprattutto sugli aspetti inerenti il codice deontologico, il profilo professionale e la laurea specialistica.
In quell’anno, il Codice deontologico fu rivisto. Tale seconda edizione, scrive Miscio, ha visto la partecipazione “di alte personalità quali Alessandro Beux, al quale dobbiamo dire grazie per la notevole mole di lavoro svolta”.
Anche stavolta, Giovanni (come il profeta) riconosce in Beux, attuale presidente nazionale, una persona di alto spessore.
Il 2004 scorre veloce. Ci lascia il MED/50 come materia d’insegnamento nei corsi di laurea e la proroga della Legge n.1/2002 che proroga le prestazioni orarie aggiuntive per infermieri e TSRM.

Per il rinnovo delle cariche, il 14-16 maggio 2005, votano in 44 su 279 iscritti. Inizia la presidenza di Antonio Patrizio che durerà quasi due mandati pieni.

  • Giovanni Miscio (vicepresidente)
  • Melina Pacifico (segretario)
  • Francesco Limosani (tesoriere)
  • Alfonso Mansolillo (consigliere)
  • Antonio Gravina (consigliere)
  • Mario Sala (consigliere).

Uno dei più riusciti progetti del presidente Antonio Patrizio, riconosciuto a livello nazionale e internazionale, è stato il Sito Web del Collegio TSRM (realizzato dall’ottimo web-master Roberto Marchesani).
Patrizio lo propone nell’Assemblea del 1° marzo 2006 ed è subito accolto con entusiasmo: stampa online dei certificati di iscrizione, possibilità di aggiornare la propria pagina ECM, news costanti sul mondo della professione, rappresentavano in quegli anni qualcosa di futuristico.
In pochi mesi, il Collegio TSRM Foggia diventa il riferimento nazionale in tema di professione. Patrizio è designato meritatamente dalla Federazione quale componente della Commissione nazionale ECM. Purtroppo però, nessuno del Comitato centrale affida a Patrizio la gestione o implementazione del sito nazionale tsrm.org. Una vera occasione persa.
Oggi la Federazione paga 48 mila euro per la voce “comunicazione istituzionale” ma il sito nazionale è ben lontano dal famoso “tsrmfoggia.org”.

Il 12 maggio 2007, l’assemblea provinciale si svolge presso la Sala Consiliare del Comune di Serracapriola. Miscio esce dalla compagine lasciando il posto di vicepresidente a Mario Sala.

Il presidente Antonio Patrizio aggiorna i presenti su due importanti novità.

  • Da qualche anno si parla di ordini e, in quei mesi, erano state pubblicate le nuove Linee guida per le professioni tecnico-sanitarie in virtù della riforma degli ordini professionali (di cui alla Legge n.43/2006);
  • La Regione Puglia e il Lazio sono state le prime a emanare una norma di applicazione della dirigenza, così come previsto dalla legge n.251/00.

Nel frattempo, chi ha conseguito la Laurea magistrale sa benissimo che l’assessore di allora, Alberto Tedesco, aveva in mente più gli infermieri che le altre professioni. A tal proposito, i neolaureati del primo corso di laurea magistrale di Bari costituiscono l’Associazione “Evidenza Tecnico-sanitaria”, ideata da Antonio Alemanno da poco trasferito nel Collegio di Foggia per amore.

Da lì a poco, l’Università di Foggia avrebbe ospitato il primo Corso di Laurea per TSRM. Al saluto di benvenuto agli studenti è dedicato il primo punto all’ordine del giorno dell’Assemblea di dicembre 2007. A nome degli studenti, ringrazia i presenti il laureando Luigi Insogna.
Inizialmente il corso è presieduto dal Prof. Angelo Fratello, fisico sanitario. Ma non ha ancora nessun coordinatore di tirocinio.
Nell’Assemblea del 1° dicembre 2007, il presidente Patrizio argomenta una delle più complesse assemblee di tutti i tempi: riordino del sistema ECM, di cui il presidente del Collegio è un componente della Commissione nazionale, equipollenza ed equivalenza del titolo, master di coordinamento, problematica DEXA, presentazione del mitico sito web www.tsrmfoggia.org pensato da Patrizio insieme a Roberto Marchesani.

Si arriva così nel 2008, anno dell’ultimo aumento contrattuale degno di questo nome. Il 13 dicembre il nostro Collegio ospita il Comitato centrale presieduto da Giuseppe Brancato.
C’è anche Pippo Morabito, segretario nazionale e fondatore dell’Associazione nazionale TSRM Volontari da cui poi nacque la Radiologia domiciliare, prima a Messina e poi un po’ in tutta Italia. A Foggia tale associazione locale era presieduta da Antonio Alemanno ma non ebbe mai modo di operare per alcune resistenze istituzionali.

Il 15 dicembre 2008 il nuovo Collegio è composto da:

  • Antonio Patrizio (presidente)
  • Antonio Alemanno (vicepresidente)
  • Francesco Limosani (tesoriere)
  • Angela Scaramuzzi (segretario)
  • Alfonso Mansolillo (consigliere)
  • Mario Sala (consigliere)
  • Michele Placentino (consigliere).

Per i Revisori dei conti:

  • Rosario Mancini
  • Rosanna Fiorentino
  • Anna Mazza
  • Celestino Marchesani.

Nell’Assemblea del 16 maggio 2009, Patrizio relaziona sul Consiglio nazionale del 20-22 marzo precedente in cui si era parlato di trasformazione del Collegio in Ordine. L’argomento “ordini” verrà ripreso anche a novembre 2009. Ma la vera novità sono due innovazioni del sito web del Collegio: il fascicolo ECM e il certificato di iscrizione stampabile da qualsiasi computer! Qualcosa mai copiata da nessuno, neanche dalla Federazione nazionale, ma che diede al Collegio guidato da Patrizio importanti riconoscimenti di stima e apprezzamenti da tutta Italia.
Ulteriore argomento esposto fu la necessità di una rivista scientifica. Cosa che poi avvenne grazie al Collegio di Napoli che ritornò a pubblicare Radiologia&Futuro.

2010: l’ultimo decennio

Il 22 aprile del 2010 l’Assemblea si apre con un minuto di silenzio per ricordare la prematura scomparsa del collega Michele Romoli, avvenuta due anni prima e al quale –su proposta del Direttore del Corso di laurea, Prof. Guglielmi- verrà in seguito dedicato un premio di laurea alla memoria.
Altri argomenti “futuristici” pensati dal presidente Patrizio sono la PEC e la polizza assicurativa.

Nell’appuntamento di novembre 2010 il tempo invece sembra tornare indietro: Alemanno parla nuovamente di esubero formativo e disoccupati per via di una miope politica universitaria che va avanti con classi da 40 persone l’anno.
Patrizio nel frattempo aveva dato l’allarme “esubero formativo” a livello nazionale scrivendo in Federazione.
Il corso di laurea a Foggia aveva avuto delle vicissitudini particolari: era nato senza nessun TSRM come docente. E, fino a giugno del 2008, non aveva neanche il coordinatore di tirocinio. Pertanto, i ragazzi del primo anno protestarono vivacemente. Così fu incaricato del coordinamento Antonio Alemanno, in quei mesi esiliato all’Ospedale D’Avanzo in seguito ad una maxi-sanzione disciplinare che lo aveva estromesso dalla Radioterapia. Tuttavia, Alemanno era l’unico TSRM con laurea magistrale. Tornando al discorso della mancanza di docenti TSRM, della cosa fu avvisata la Federazione che inviò il responsabile nazionale della formazione, Franco Ascolese, presidente del Collegio di Napoli.

L’intervento della Federazione destò l’interesse del Preside della Facoltà di Medicina, il compianto Prof. Emanuele Altomare, che in un incontro con Ascolese e Patrizio ristabilì la correttezza istituzionale nei confronti dei tecnici e diede carta bianca per 15 CFU di docenza ad una decina di TSRM e diversi tutor tra cui: Antonio Pennisi, Felice Delli Carri, Anna Mazza, Rosaria Cintoli, Melina Pacifico, Teddy Iarossi, Giovanni Miscio, Michele Placentino, Rosanna Fiorentino, Michele Guerra, Sara Sandri, Francesco Maggio, Giuseppina Mangiacotti, Antonio Di Gioia, Pasquale Sorgente, Gigi De Feo, Giovanni Rinaldi.
Venne addirittura svolto un bando per tutor.
Tutti quei docenti TSRM si trovarono poi a novembre 2009 a votare per il Presidente del Corso di Laurea. E scelsero il Prof. Giuseppe Guglielmi, medico radiologo, tra una terna che vedeva anche la presenza di due fisici: il Prof. Angelo Fratello, presidente pro-tempore, e il Prof. Vito Capozzi.

A febbraio 2011, Antonio Patrizio e Antonio Alemanno si scambiano le cariche. A farla da padrone è però sempre l’esubero formativo: le tre classi in corso portano all’immissione sul mercato del lavoro di oltre 100 TSRM a fine anno. Troppi! Soprattutto se si spensa che l’Italia è in piena recessione: turn-over bloccato nel pubblico impiego, stretta sulle pensioni, spending review!
Ecco allora che, mettendo mani al portafoglio, Alemanno e i giovanissimi neolaureati Matteo Pio Natale, Dante Siani e Valeria Frascolla fondano www.tecnicisanitarilavoro.it, che nell’Assemblea del 20 maggio 2011 viene presentato da Natale e Siani con “l’obiettivo di unire le forze degli inoccupati per tentare di bloccare l’esubero formativo”. Il sito web non è altro che la versione moderna dei Comitati di disoccupati di dieci anni prima. La storia si ripete.
In quella Assemblea, il presidente Alemanno annuncia che a novembre vi sarà il rinnovo del Consiglio direttivo e “propone l’eredità del Collegio di Foggia ai nuovi laureati”.

Chiudono l’Assemblea le belle parole rivolte ai giovani da parte del collega Michele Di Bari quando li invita a lottare per i valori in cui si crede. Ed infine, interviene il Presidente dell’AITASIT, Walter Antonucci, per presentare la figura e l’attività dell’Amministratore di Sistema.

A luglio 2011 si apre una questione che la Federazione lascia in sospeso per anni: l’attribuzione dei colleghi residenti nella neo-costituita Provincia Barletta-Andria-Trani (BAT).
In un’assemblea straordinaria semideserta, l’8 luglio si raccolgo agli atti 40 adesioni di colleghi della BAT al Collegio di Foggia. La Federazione a quel punto, tra i due collegi preferisce non decidere, lasciando libertà di iscrizione. In questi mesi, dopo varie vicissitudini anche giudiziarie, è certo che la BAT è attribuita all’Ordine Bari-Taranto.
A novembre 2011 si torna a votare. Alemanno e Patrizio lasciano. Il nuovo Consiglio direttivo è a maggioranza di neolaureati: Matteo Pio Natale, Valeria Frascolla, Dante Siani, Marialuisa Doronzo. Il presidente è però un decano: Michele Placentino (1964). Tesoriere è Francesco D’Errico.
Segretario è Marcello Noto, un giovane dentro! Visto che ha appena terminato di laurearsi come studente lavoratore.

All’Assemblea di maggio 2012 il risultato raggiunto dai giovani è notevole: il vicepresidente Matteo Pio Natale e Antonio Alemanno sono riusciti ad avere un incontro con il Ministero della salute e la Federazione nazionale per discutere dell’esubero formativo. Ci sono riusciti dopo aver inondato la casella del Ministero di richieste, tramite PEC.
Matteo Pio Natale “pone in evidenza l’inesattezza dei dati pubblicati sulla richiesta formativa dei TSRM. Il fabbisogno formativo è di 300 tecnici di radiologia l’anno, a fronte di una formazione di 1083 TSRM!
In conclusione, è stata accettata la proposta del presidente del Collegio di Foggia, Michele Placentino, di istituire un Albo dei TSRM disoccupati per ogni Collegio provinciale”.

L’Assemblea si chiude con Alemanno che descrive quanto accaduto in seguito ad una denuncia da lui presentata ai NAS a marzo 2011, quando era presidente da poche settimane, e che si è conclusa dopo che i carabinieri hanno sentito tutti i colleghi TSRM coinvolti in una richiesta di intervento all’allora Collegio.

Nella riunione del 14 dicembre 2012, presso la placida Sala Congressi Pace e Bene, delle Suore Immacolatine di San Giovanni Rotondo il Presidente Michele Placentino torna a discutere di disoccupati e trasformazione da collegi ad ordini. Ma anche di tavoli tecnici con la SIRM e di master professionalizzanti.
Il collega Giovanni Miscio interviene per esporre al presidente le problematiche dei TSRM volontari nelle diagnostiche di Casa Sollievo e Ospedali Riuniti di Foggia.
L’esubero formativo in quegli anni portava ad un incremento del tirocinio volontario oltre ogni logica. E spesso i datori di lavoro ne approfittavano, sfruttando i nostri giovani colleghi.

Gli anni 2013 e 2014 scorrono con assemblee centrate intorno al problema disoccupati. A maggio 2014, Anna Mazza – Coordinatrice del Corso di Laurea dal 2012, propone una tassa di iscrizione ridotta per gli inoccupati ma il Presidente Placentino e il Tesoriere D’Errico intervengono motivando le difficoltà imposte dalla Federazione alla luce delle quali non è possibile praticare questa proposta.
Infine il presidente tocca un tema ancora molto attuale: il trattamento economico dei lavoratori nel settore privato.
Ma il 2013-2014 sono anche gli anni dei Casi Marlia e Barga in cui diversi TSRM vengono accusati di reati penali per aver fatto il proprio lavoro esercitando in attività con teleradiologia. Emerge in tutta la sua criticità quanto Giovanni Miscio (in questo caso, Cassandra) aveva detto in occasione dell’emanazione del D.lgs. 187/2000!
Complimenti presidente Miscio! Peccato che, come abbiamo visto nel 2000-2001, nessuno se ne è preoccupato.
La sentenza Marlia e Barga assolve i TSRM per non aver commesso il fatto, ma non lo fa con la formula “il fatto non costituisce ipotesi di reato”. A ancora oggi, in fase di recepimento della Direttiva europea 2013/59 da cui si definirà il prossimo “decreto 187”, non c’è certezza sul ruolo del TSRM. Autonomia o subordinazione al medico radiologo?

Nelle elezioni del 28-30 novembre 2014 la presenza di due liste di candidati porta ad una partecipazione record (125 votanti). Vengono eletti:

  • Antonio Alemanno (presidente)
  • Placentino Michele (vicepresidente)
  • Francesco D’Errico (tesoriere)
  • Gerardo Ricciardi (segretario)
  • Michele Pio Di Leo (consigliere)
  • Matteo Orlando (consigliere)
  • Antonio Pio Russo (consigliere)

Revisori dei Conti:

  • Sara Sandri
  • De Bonis Luigi
  • Matteo Battista
  • Valeria Frascolla.

Il Collegio dal 2015 cambia nuovamente sede. Lascia Via Zuppetta 64 per andare nell’ufficio attuale in Viale Manfredi 72, di fronte all’AMGAS. Anche il sito web viene rinnovato attraverso un unico portale per tutti i collegi di Puglia: www.tsrmpuglia.it . Ma nessuno ha mai avuto il coraggio  di eliminare definitivamente il dominio del glorioso www.tsrmfoggia.org .
A proposito di tentare un unico collegio regionale, le assemblee degli iscritti di Foggia e Lecce (Presidente Rocco Baglivo) approvano l’iniziativa. Gli altri due ordini non collaboreranno in tal senso.

Il 2016 è l’anno della Borsa Premio vinta da Paola Tamburrino: “il TSRM tra la gente”. Al premio partecipano diversi giovani colleghi, ma alla fine l’iniziativa della Tamburrino convince di più la giuria nazionale poiché porta i tecnici di radiologia nelle piazze.
La seconda parte del 2016 vede Alemanno impegnato per una corretta traduzione della Direttiva europea 2013/59, insieme a Francesco Paolo Sellitti, fondatore della Consulta della Professione TSRM – primo vero movimento di consapevolezza dei TSRM.
Inoltre, sempre a novembre 2016, Alemanno e Francesco D’Errico si battono per il camice bianco per i colleghi di San Giovanni Rotondo. Interessano lo Spesal e la Federazione, spingendo il Consiglio nazionale a costituire un gruppo di lavoro ad hoc che però non riuscirà a formarsi.

Nel 2017 viene eletto l’ultimo Consiglio direttivo formato da TSRM. Quello attuale:

  • Antonio Alemanno (presidente)
  • Antonio Patrizio (vicepresidente)
  • Francesco D’Errico (tesoriere)
  • Gerardo Ricciardi (segretario)
  • Luigi De Luca (consigliere)
  • Amalia Bisceglia (consigliere)
  • Marilena Totaro (consigliere)

Revisori dei Conti:

  • Michele Placentino
  • Angela Francioso
  • Michele Pio Di Leo
  • Matteo Battista.

Nel 2017 il Collegio di Foggia è l’unico ad opporsi alla polizza assicurativa resa obbligatoria dalla Federazione nazionale in virtù del recepimento della Legge Gelli. Il TAR Piemonte ci darà ragione due volte: la polizza può essere solo facoltativa.
A marzo 2018 entra in vigore la Legge n.3/2018, detta anche Legge Lorenzin.
L’ultimo tassello è andato al suo posto: l’istituzione degli ordini completa il lungo percorso delle professioni sanitarie, parificandole a tutte le altre “professioni intellettuali”.

Dei tre ex-collegi trasformati in ordini, quello di cui facciamo parte è il più complesso. L’Ordine TSRM-PSTRP, dall’acronimo incomprensibile alla cittadinanza, contiene infatti nel nome sia la sua storia che la sua criticità. Agli ex-collegi afferivano gli infermieri (e gli assistenti sanitari), le ostetriche e i tecnici sanitari di radiologia medica (TSRM) poiché storicamente i collegi rappresentavano i diplomati, mentre negli ordini c’erano i laureati. Dalla Legge n. 43 del 2006, che prevedeva la trasformazione dei collegi in ordini, alla norma che poi gli ha istituiti, ovvero l’art. 4 Legge n.3/2018, sono passati ben 12 anni.
Cioè fino a quando la Federazione nazionale dei Collegi TSRM ha accettato di ospitare le altre 18 professioni sanitarie che la politica ha mancato di organizzare con criteri più razionali, quali ad esempio le 4 aree della Legge 251/2000: infermieristica e ostetrica, della riabilitazione, tecnico-sanitaria, della prevenzione.
Questo sforzo dei TSRM, voluto anche dall’attuale Presidente della Federazione nazionale Ordini TSRM-PSTRP, Dott. Alessandro Beux, è stato un passo avanti dei Consigli direttivi dei collegi TSRM ma due passi indietro della Professione di tecnico sanitario di radiologia medica: la complessità gestionale degli attuali ordini impedisce da tempo ai Consigli direttivi di occuparsi dei tanti problemi dei TSRM.
Se però il “sacrificio” dei Collegi TSRM era il prezzo da pagare per chiudere la partita sui tanto attesi ordini, la politica si è presa gioco dei 12 anni persi quando ha poi permesso ai fisioterapisti “di istituire un ordine proprio per gli albi con più di 50.000 iscritti”.

Oggi le assemblee provinciali sono multiprofessionali e non si parla più dei TSRM. I consigli direttivi saranno misti e le Commissioni d’Albo sono in divenire. Tutto è oramai cambiato.

 

 

 

 

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