Le lobby hanno chiuso il cerchio: “sì” alle Associazioni, “no” alle Commissioni d’Albo. Elenchi speciali compresi.

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Il cerchio è chiuso. Le Associazioni maggiormente rappresentative (AMR) valuteranno le domande di iscrizione ai 17 Elenchi speciali e sostituiranno le Commissioni d’Albo oltre i termini stabiliti dal DM 13 marzo 2018.

Prima il Ministero della Salute ha emanato solo ad agosto il decreto sulle Commissioni d’Albo già pronto a febbraio. Poi il 21 settembre la Federazione nazionale Ordini TSRM-PSTRP ci convoca in una seduta straordinaria, lunga quanto inconcludente, per presentarci un regolamento elettorale scritto insieme al CONAPS del quale chissà quando vedremo mai la fine. E per chiudere in bellezza, il regolamento elettorale incompiuto è diventato l’ulteriore elemento per non eleggere le Commissioni d’Albo.
Con 250 mila euro in media per ogni Ordine, si può aspettare. Anche con il rischio reale di andare oltre dicembre: occorrono infatti almeno 5 settimane dal momento dell’invio degli inviti per l’assemblea elettorale al giorno del voto in terza convocazione. L’alternativa è non fare nessuna campagna elettorale!

Eppure gli elementi per andare a votare ci sono tutti. A Foggia le elezioni si terranno a novembre (leggere qui). Anche se, ancora una volta, i rappresentanti nelle sedute di laurea autunnali (400€ ciascuno) saranno ad appannaggio delle AMR.

Ma torniamo agli Elenchi speciali. Siamo sicuri che sia legittima la posizione delle AMR o dei RAMR nel valutare le domande di iscrizione ai 17 Elenchi speciali?
Potranno mai “modalità da definirsi” e l’adozione di “necessari atti deliberativi” avere valenza normativa maggiore di un Decreto Ministeriale che fissa i termini al 18 ottobre?
Già la presenza di componenti NON eletti, quali sono i RAMR o le AMR, è un attacco all’autogoverno degli Ordini. Figuriamoci se valutazioni errate apriranno poi le porte ai ricorsi!

1 commento

  1. Chi le analizzera’ deve avere la professionalita’ per farlo e rispettare la legge sulla privacy…… in poche parole devono avere l’ autorizzazione diretta o indiretta del facente domanda e deve essere una semplice persona se non valuta e spunta il materiale, un professionista laureato nella disciplina giuridica se deve valutare

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