La Federazione Ordini TSRM PSTRP teme il dissenso.

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Il Presidente nazionale Dott. Alessandro Beux entra a gamba tesa su uno dei principi fondamentali ed ineludibili della Costituzione: la libertà d’espressione. E con una nota a sua firma ritiene inqualificabile l’aggettivo “famigerata” che ho utilizzato per definire la questione dell’assicurazione obbligatoria voluta dalla Federazione e poi divenuta oggetto di due sentenze contrarie del TAR Piemonte.
Scatta così il procedimento disciplinare contro il sottoscritto.
Eppure il Presidente Beux, attribuendo doppi fini e/o significati intrinseci ad un termine che invece era da valutare in senso meramente lessicale, forse conferma davvero come l’assicurazione obbligatoria:
– è stata imposta a tutti i TSRM prima ancora dell’emanazione del relativo decreto sui requisiti minimi;
– ha un costo superiore di almeno il 20% rispetto a quella degli infermieri…che non rischiano certo meno;
– gode di fatto di fama nazionale poiché lo stesso Comitato centrale ha girato in lungo e largo l’Italia a spese dei Collegi per convincere gli iscritti della bontà dell’obbligatorietà.
In breve, avere opinioni diverse rispetto a quelle della Federazione TSRM-PSTRP non sembra essere più consentito. E il silenzio degli altri presidenti è assordante!

AMR E PARTECIPAZIONE DIFFUSA
In un contesto simile, il rischio di avere altre derive autoritarie è sempre dietro l’angolo. Ecco ad esempio cosa propone Beux per il Consiglio nazionale straordinario di sabato prossimo circa le Associazioni (AMR) e i RAMR in scadenza a ottobre:
1) mantenere noi in vita i RAMR per non interrompere il pubblico servizio (“siamo sussidiari dello Stato”, scrive);
2) oppure farci supportare dalle AMR.
Ritengo che se i presidenti decideranno in tal senso, è a rischio l’autogoverno degli Ordini inteso come “la facoltà concessa a tali gruppi di amministrarsi per mezzo di alcuni dei propri componenti” (Traves, 1957). L’autogoverno conferisce all’organizzazione interna del gruppo il carattere democratico, in quanto consente al singolo iscritto una partecipazione alla vita dell’ente professionale attraverso gli eletti al Consiglio e alle Commissioni d’Albo. I RAMR e le AMR non sono eletti!
Nella tutela dell’autogoverno del gruppo e della sua democraticità c’è un collegamento con l’art.97 Cost. relativamente ai requisiti del buon andamento e dell’imparzialità dell’attività amministrativa.
Ma non solo: qualche presidente ha addirittura chiesto se è percorribile la strada per procedere ad un bando di gara per il voto telematico, posticipando la costituzione delle Commissioni d’Albo al 2020 (in ragione della sussidiarietà degli Ordini rispetto allo Stato).

Perché si continua a far affidamento sulle AMR invece di andare a votazione delle Commissioni d’Albo prima possibile? Perché gli Ordini non favoriscono la presentazione dei programmi, delle liste e dei gruppi di iscritti che vogliono candidarsi e partecipare alla vita degli enti? Basta una sala e una telecamera! Con mille euro è fatta!
Non si tratta di stabilire i tempi delle elezioni ma di dare tempo ai candidati.

Siamo seduti su una polveriera di malcontento e resistenze di tutti i tipi. Se però si continua ad ostacolare la partecipazione delle persone, prima o poi con 200 mila iscritti il malcontento prenderà forma e raggiungerà il decisore politico. Dimostrando tutte le falle di un sistema che senza partecipazione della base sarà necessario cambiare.
A tutt’oggi, non abbiamo ancora ricevuto la convocazione per sabato prossimo. Mi è quindi precluso inserire all’ordine del giorno la proposta di favorire la partecipazione degli iscritti in qualità di candidati alle Commissioni d’Albo.
Sempre a proposito della Federazione che teme il dissenso, il Presidente dell’Ordine di Parma, Alessandro Lorefice addirittura mi scrive: “(…) i presidenti di Ordine hanno deciso di ignorarti e di relegarti a un ruolo di irrilevanza politica“.
Va bene. Purché non si sconfini in situazioni che potrebbero riaprire le strade del TAR.

ELENCHI SPECIALI E MASSOFISIOTERAPISTI
Mi auguro che la più volte ripetuta “sussidiarietà dello Stato” da parte di Beux e altri presidenti significhi che gli Ordini svolgano compiti amministrativi in luogo e per conto dello Stato. Ovvero, che gli Ordini pretendano dallo Stato chiarezza amministrativa affinché non ci sia spazio ad una inopportuna interpretazione delle leggi al posto dello Stato.
Ad esempio, sulla vicenda dell’iscrizione con riserva del Tecnico di Laboratorio, oggetto del procedimento sanzionatorio di cui sopra, ha risposto Beux ma non il Ministero della salute!
Sui Massofisioterapisti la questione è così complessa che forse nessun TSRM può pronunciarsi senza aver studiato a fondo gli ultimi 2-3 decenni di tale professione. Se sabato se ne parlerà (ripeto: non sappiamo ancora niente di niente) il Consiglio nazionale formato da tutti i presidenti TSRM su quali basi deciderà…se nè i Massofisioterapisti e nè il Ministero ci supportano con delle informative?
Sentiremo solo e soltanto la solita unica campana?

 

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