Con-missioni d’Albo. Candidature aperte.

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Finalmente la montagna ha partorito il topolino: il decreto sulla composizione delle Commissioni d’Albo già pronto a febbraio è stato pubblicato in questi giorni.

A Foggia si voterà a settembre. Per cui chi è interessato a proporre la propria candidatura o a rappresentare una lista elettorale, può prenotare un proprio intervento negli incontri pre-elettorali previsti per il mese prossimo. Basta inviare una mail a presidente@tsrmfoggia.org entro il 31 agosto:

  • NON inviate programmi elettorali o composizione di liste;
  • Si raccomanda di favorire l’equilibrio di genere e il ricambio generazionale;
  • Ricordate che la votazione è valida in prima convocazione quando abbiano votato almeno i due quinti degli iscritti o in seconda convocazione qualunque sia il numero dei votanti purché non inferiore a un quinto degli iscritti. A partire dalla terza convocazione la votazione è valida qualunque sia il numero dei votanti.

Sarebbe auspicabile presentare dei programmi elettorali poiché nel maxi-ordine le criticità emerse sei mesi fa sono rimaste tali e quali:

1. Democrazia rappresentativa e lobbyng.
Sono cinque i rappresentanti per ogni albo, a prescindere dal numero di professionisti afferenti e dalle dimensioni dell’ordine. A Foggia, mille fisioterapisti avranno lo stesso numero di commissari dei dieci audiometristi.
Davvero una singolare forma di rappresentanza, soprattutto se si pensa che i tecnici di radiologia avranno un numero di delegati quasi doppio rispetto alle altre professioni poiché sono gli unici ad avere 4 componenti nel consiglio direttivo.
Accorpando professioni così diverse tra loro, ogni professione ha giocato le sue carte. E così, la lobby dei fisioterapisti ha strappato al legislatore la possibilità di formare il quarto ordine sempre negato alle altre professioni. Quella dei tecnici di radiologia spera di gestire più a lungo possibile gli onori di casa e di cassa.

2. Solidarietà e trasparenza cercasi.
Senza un principio di solidarietà iscritto in un regolamento, per le stesse attività di rappresentanza, le commissioni degli albi meno numerosi avranno economie così esigue da impedire ogni progettualità. Tornando all’esempio di prima, nel nostro ordine le entrate dei mille fisioterapisti corrispondono a 50.000 euro e quelle degli audiometristi a 500 euro l’anno. In alternativa, per far fronte a tale disparità, gli albi con meno iscritti potrebbero accordarsi a livello regionale.
La vera difficoltà è però rappresentata dalla ritrosia degli ex-Collegi a produrre regolamenti: almeno la metà degli Ordini ha Aree Trasparenza non a norma e la stessa Federazione nazionale TSRM ha solo di recente adottato un regolamento sui rimborsi spese ma non ha ancora ottemperato alla mozione conclusiva del Consiglio nazionale di marzo in cui è stata chiesta una norma interna sui gruppi di lavoro.

3. Spese e investimenti.
In generale, un macro-indicatore di risultato che fa di un ordine un ente di cambiamento o un poltronificio è rappresentato dal rapporto tra tasse di iscrizione in entrata e spese per progetti in uscita.
Con una media di 3 mila iscritti, le entrate si attestano a circa 150-200 mila euro l’anno per ordine. Siamo capaci di investire almeno la metà in progetti per professionisti e cittadinanza? Se così non fosse, il rischio è garantire solo indennità di funzione e rimborsi spese ai rappresentanti. Lasciando la certezza agli iscritti che gli ordini sono l’ennesima tassa sul lavoro.

La speranza è che i futuri rappresentanti delle Professioni prendano coscienza che il maxi-ordine disperde risorse per via della sua estrema diversità interna. Solo per fare un esempio, la metà dei suoi componenti sono liberi professioni e hanno esigenze di marketing o lotta all’abusivismo. L’altra metà sono dipendenti pubblici a cui bisogna garantire almeno il rispetto del profilo professionale già esistente, pertanto hanno bisogno di maggiore tutela legale. Se proprio devono esserci gli ordini per tutti, forse varrebbe la pena riconsiderare le aree della Legge 251/00: riabilitazione, prevenzione e tecnico-sanitaria potrebbero essere chiavi di lettura per ordini più efficienti ed efficaci.

In ogni caso, sia ai candidati delle Commissioni che rappresenteranno solo se stessi per via del numero esiguo di professionisti, sia a quelli a cui spetterà accettare la sfida di gestire centinaia di persone, confermo sin da adesso il supporto organizzativo del Consiglio direttivo dell’Ordine. Sarà necessario predisporre assemblee elettorali specifiche con seggi elettorali dedicati, fermo restando la possibilità di un voto telematico purché organizzato in tempi brevi. Più che una Commissione d’Albo sarà una Con-missione (im)possibile.

IL DECRETO: DECRETO COMMISSIONI ALBO ORDINE TSRM PSTRP

 

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