Direttiva europea 2013/59. Che fine ha (abbiamo) fatto?

0
833

L’Italia è l’unica nazione europea senza nessuna norma di recepimento della Direttiva europea 2013/59.
Già nel 2018 la Commissione aveva inviato una lettera di costituzione in mora a diversi stati, tra cui l’Italia, chiedendo il recepimento della nuova direttiva.
Il 24 gennaio 2019 la Commissione europea, con Parere motivato, ha invitato l’Italia a recepire tale direttiva. Non ci sono informazioni sulla procedura, che è quindi ancora in corso.

Nel Disegno di legge dal titolo: Delega al Governo per il recepimento delle direttive europee e l’attuazione di altri atti dell’Unione europeaLegge di delegazione europea 2018 (DDL S. 944), la Direttiva è trattata dall’art. 19: Princìpi e criteri direttivi per l’attuazione della direttiva 2013/59/Euratom, che stabilisce norme fondamentali di sicurezza relative alla protezione contro i pericoli derivanti dall’esposizione alle radiazioni ionizzanti, e che abroga le direttive 89/618/Euratom, 90/ 641/Euratom, 96/29/Euratom, 97/43/Euratom e 2003/122/Euratom).

Molto interessante è l’art.1 lett.f):
Procedere alla revisione, con riferimento alle esposizioni mediche, dei requisiti riguardanti
– le informazioni ai pazienti,
– la registrazione e la comunicazione delle dosi dovute alle procedure mediche,
– l’adozione di livelli di riferimento diagnostici,
– la gestione delle apparecchiature nonché la disponibilità di dispositivi che segnalino la dose,
– introducendo altresì una chiara identificazione dei requisiti, dei compiti e delle responsabilità dei professionisti coinvolti.

Tale comma è stato oggetto di due emendamenti:

 Il 19.1, presentato dai Senatori Marzia Casolati, Simone Bossi, Stefania Pucciarelli (Lega –Salvini Premier-Partito Sardo d’Azione).
Al comma 1, lettera f), dopo le parole: «introducendo, altresì, una chiara identificazione dei requisiti, compiti e responsabilità dei professionisti coinvolti», aggiungere le seguenti: «con particolare riferimento al medico, all’odontoiatra o ad altro professionista sanitario titolato a farsi carico della responsabilità sanitaria per le esposizioni mediche individuali in accordo con i requisiti nazionali».

Il 19.2, presentato dai Senatori Silvana Giannuzzi, Luisa Angrisani, Fabio Di Micco, Felicia Gaudiano, Pietro Lorefice, Sabrina Ricciardi (M5S).
Al comma 1, lettera f), dopo le parole: «introducendo, altresì, una chiara identificazione dei requisiti, compiti e responsabilità dei professionisti coinvolti», aggiungere le seguenti: «con particolare riferimento al medico, all’odontoiatra o ad altro professionista sanitario titolato a farsi carico della responsabilità clinica per le esposizioni mediche individuali in accordo con i requisiti nazionali».

I due emendamenti differiscono per una sola parola. Il 20 giugno scorso, con l’emendamento 19.1 (testo 2), sono diventati uguali. E così, l’11 luglio (e non il 9 luglio, come ho erroneamente scritto in altre sedi), il relatore ed il rappresentante del Governo hanno espresso un parere favorevole sugli emendamenti. Dopo una richiesta di chiarimenti della senatrice Nadia Ginnetti (PD), la Commissione, con un’unica votazione, ha approvato gli identici emendamenti 19.1 (testo 2) e 19.2.

La frase “chiara identificazione dei requisiti, compiti e responsabilità dei professionisti coinvolti, con particolare riferimento al medico, all’odontoiatra o ad altro professionista sanitario titolato a farsi carico della responsabilità clinica per le esposizioni mediche individuali in accordo con i requisiti nazionali” è tutta in divenire.
Tuttavia, l’emendamento approvato obbliga il legislatore a chiarire le responsabilità dei professionisti coinvolti… anche se, ancora una volta, il TSRM non è esplicitato.
Come non lo siamo nel Decreto RM.

L’economia vincerà sulla politica? La tecnica condizionerà l’economia?

Si riportano i Dossier presentati da:
-Federazione nazionale Ordini TSRM PSTRP: Federazione_nazionale_Ordini_TSRM_e_PSTRP
-SIRM: SIRM
-OMCEO: OMCEO
-AIFM: AIFM

 

 

 

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Il tuo commento
Il tuo nome