Ordini in sofferenza sulle iscrizioni. Chiesto nuovo Consiglio nazionale straordinario.

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Per la seconda volta negli ultimi otto mesi, la Federazione nazionale Ordini TSRM PSTRP è costretta a indire un Consiglio nazionale straordinario “su richiesta sottoscritta da almeno 1/6 dei componenti il Consiglio nazionale” ai sensi dell’art. 9 del Regolamento generale.

È successo a ottobre scorso per affrontare sia la questione irrisolta del Decreto 10 agosto 2018 in Risonanza magnetica che ha “omesso” il tecnico di radiologia tra i professionisti a tutela degli standard di sicurezza. Sia per capire come mai l’Italia è l’unica nazione in Europa a non aver recepito la Direttiva 2013/59 Euratom sulla radioprotezione, scaduta da più di un anno e per la quale è in corso la procedura di infrazione.

La riunione dei prossimi giorni riguarda invece le iscrizioni agli Ordini da parte dei 150 mila professionisti, ovvero:

  1. domande di iscrizione non conformi in base al parere dei Rappresentanti delle Associazioni maggiormente rappresentative;
  2. domande di iscrizione che hanno superato il limite di 60 giorni, senza avere nessuna risposta dai suddetti rappresentanti;
  3. criticità del portale iscrizioni;
  4. iscrizione con riserva dei professionisti che pur non avendo i titoli, siano stati inquadrati a livello D dalla Pubblica Amministrazione e richiesta di un parere al Ministero della Salute.

È bene precisare che il ricorso a consigli nazionali straordinari non è un atto di sfiducia verso il Comitato centrale, poiché a sottoscrivere entrambe le richieste sono poco più di una decina di presidenti su 61. Quindi il Presidente Alessandro Beux gode di una solida maggioranza a suo sostegno.

Quanto piuttosto queste procedure eccezionali mosse dai presidenti sono a mio avviso una reazione ad un Governo e a un Ministero della Salute inadempienti. Inadempiente è il Governo sulla suddetta Direttiva europea, inottemperante è il Ministero rispetto ai decreti sugli elenchi speciali previsti dalla Legge n. 145/2018 e non ancora emanati.

Se vogliamo però, la vera novità è che i presidenti non ci stanno più. E, torto collo, fanno sentire il loro disagio andando oltre la Federazione nazionale. Mai nei cinquanta anni di ex-collegi dei tecnici di radiologia era successo qualcosa di simile. Forse però mai nell’ultimo mezzo secolo la politica ha tanto promesso e poi mancato i suoi doveri di controllo sugli apparati esecutivi.

Mi auguro che i professionisti sanitari del maxi-ordine capiscano gli sforzi che noi presidenti facciamo ogni giorno per garantire questi enti sussidiari dello Stato lasciati quanto mai “soli a sussidiare”.

Rischiesta CNS

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