Finalmente un rappresentante AIFI dichiara: nessuna collaborazione con l’Ordine, “rispondo del mio agire” solo a Tavarnelli.

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Con le cooperative che hanno distrutto il mercato del lavoro, con l’esubero formativo che ha creato sacche di disoccupazione, con tanti progetti ora possibili … il mese scorso AIFI era ancora intenta a dire riguardo alle iscrizioni: “le lauree non possono essere abilitanti senza la presenza in commissione d’esame di laurea” di un loro rappresentante!

Poi ci ha pensato il MIUR a chiarire le cose, grazie all’intervento del Presidente della Federazione nazionale, Dott. Alessandro Beux, che ha invitato le Associazioni a fare le loro battaglie corporative fuori dagli Ordini (leggere qui).

Ma la responsabilità di iscrivere un laureato è dell’Ordine o di AIFI?

Un rappresentante della suddetta associazione, gettando finalmente la maschera, dichiara: “Si fa notare che si minaccia di revocare un incarico di collaborazione per il quale nel 2019 non è stato siglato alcun contratto con l’Ordine di Foggia e per il quale faccio riferimento al Presidente Nazionale A.I.FI. Dott. Mauro Tavarnelli da cui sono stata designata come RAMR ed a cui rispondo del mio agire“.

Ho chiesto a Beux e Tavarnelli se la suddetta interpretazione è vera.
Se così fosse, dopo le Università, AIFI non rispetterebbe neanche lo stesso Ordine. Ai presidenti provinciali che tutto ciò permettono, non rimane altro che subire le diffide e denunce che ci stanno arrivando in queste settimane.
I problemi degli iscritti, come al solito, possono aspettare.

Antonio Alemanno

2 Commenti

  1. Allora cominciamo col dire che si risponde del proprio agire davanti alla legge e che Tavernelli se ha condizionato pronunce dei RAMR risponderà per se stesso mentre il Ramr se ha danneggiato con pronunce come non abilita ecc …… quando ciò è sconfessato da atti risponderà in solido del fatto. Non siamo bambini, dare a cinquantenni che lavora da 20 anni del non abilitante è da valutare in opportune sedi, anche se ci saranno registri temporanei ecc.…. Ciò che non si è mai permesso il ministero, la magistratura, non può permetterselo un incaricato di pubblico servizio anche se licenziato dal tavernelli. Poi l’ordine, se non è ostaggio deve costiturisi nel merito dalla parte giusta! tanto si doveva

  2. Grazie per la testimonianza.
    Il mio atteggiamento è di garanzia degli iscritti: se il rappresentante che gestisce la pratica supera i tempi previsti, va richiamato.
    Se continua a non pronunciarsi, gli revocheró l’incarico di collaborazione… perché di collaborazione non si può parlare!

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