Solo il rispetto delle regole può tenere insieme il maxi-ordine. Saltano i primi contratti.

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Saltano i primi contratti tra Ordine di Foggia e RAMR (Rappresentanti della Associazioni Maggiormente Rappresentative). Il motivo è il superamento dei tempi di pronunciamento sulle pratiche dei professionisti che hanno chiesto l’iscrizione: alcuni RAMR non li hanno rispettati, violando così i termini previsti dalla procedura stessa, la nota del MIUR e la Circolare n.13/2019 della Federazione nazionale.

Con riferimento alle diverse note pervenute, sia da codesta Federazione che da parte di
singoli interessati o di istituzioni di Istruzione professionale, con richiesta di chiarimenti
circa la validità dei titoli di laurea per Fisioterapista conseguiti da possessori di titoli per
Massofisioterapista presso alcune Università italiane, si fa presente che non è possibile
contestare titoli universitari rilasciati a seguito di percorsi ai quali si accedeva previa
verifica da parte degli Atenei sui singoli curricula, ai sensi della normativa vigente.
In ogni caso le lauree in oggetto sono abilitanti all’esercizio della professione in quanto
non risultano esistere lauree delle professioni sanitarie con valore unicamente accademico
e non professionale.
Pertanto si ritiene che tutti i possessori delle lauree in Fisioterapia vadano iscritti all’Albo
professionale“. lettera-dr_ssa-Melina-MIUR-del-30-1-19

Eppure il Presidente nazionale, Dott. Beux, aveva saggiamente consigliato: “l’eventuale contestazione sarebbe da sollevare successivamente, nei confronti dell’Ateneo, sulla base della sinergia informativa e operativa tra AMR e Ordini”. 

Niente da fare! Gli ordini sono diventati campi di battaglia di problemi mai risolti tra associazioni e professionisti, tra enti pubblici e ministeri. Ma se la vera sfida è trarre vantaggio dalla multiprofessionalità dei maxi-ordini, occorre ripartire dal rispetto delle regole e delle istituzioni.
Ai professionisti neo-iscritti chiedo di avere pazienza con questo Consiglio direttivo: siamo schiavi della piattaforma poiché la gestiamo solo in parte, siamo prigionieri delle Associazioni perché non possiamo iscrivere nessuno che non sia stato autorizzato dai RAMR, siamo diventati perfetti burocrati in quanto non c’è più tempo per le politiche professionali.

Antonio Alemanno

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