Il tempo è galantuomo: tutto da rifare per la Polizza Assicurativa 2019.

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Il tempo è galantuomo, restituisce tutto a tutti” mi ha detto l’amico Francesco Sciacca. E così è stato.
Oggi le due sentenze del TAR contro il carattere impositivo della polizza assicurativa, inventata dalla Federazione con l’avvallo supino della maggioranza dei presidenti, mettono in discussione l’adesione del nostro Ordine deliberata con l’assemblea di ottobre scorso.
Quindi martedì 8 gennaio il Consiglio direttivo deciderà il da farsi. Le sentenze dicono quello che io per primo ho cercato di far capire al Consiglio nazionale, anche tramite una segnalazione all’AGCM di cui ho chiesto già conto. Ma contro l’arroganza istituzionale del Comitato centrale ci fu poco da fare: Mozione-conclusiva-ottobre-2017

La Federazione ha sempre sostenuto questa assurda contraddizione, girando per moltissimi Collegi d’Italia, a spese degli iscritti:
“…Le condizioni generali delle polizze assicurative di cui al presente comma possono
essere negoziate, in convenzione con i propri iscritti, dai Consigli Nazionali e dagli enti previdenziali dei professionisti”. Pertanto, solo i Consigli nazionali possono negoziare le condizioni generali delle polizze assicurative.

Oggi su questa triste pagina firmata da Beux & Co., rimane il giudizio lapidario del TAR:
quello che non può ritenersi consentito, in mancanza di una espressione previsione normativa, è che gli Ordini professionali e/o le relative Federazioni possano stipulare polizze professionali collettive imponendone obbligatoriamente l’adesione ai propri iscritti, anche solo indirettamente: ad esempio, come nel caso di specie, inserendone la quota di costo pro capite all’interno della tassa annuale di iscrizione all’albo, dovuta obbligatoriamente dagli iscritti a pena di sanzione disciplinare.

Ringrazio tutti i colleghi che hanno fatto i ricorsi e i rispettivi sindacati Nursing Up e CGIL.

 

Il Presidente Ordine TSRM PSTRP Foggia
Antonio Alemanno

P.S. “Non aspettare le opportunità, creale!” sembrerebbe recitare lo slogan dell’uomo beuxiano nella foto in alto, in cui sale su una scala che disegna. Solo che i pioli, dopo queste sentenze, …sono i presidenti.

 

 

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